Quando sai chi sei, ma non riesci a mostrarloo
Le maschere che hai imparato a indossare
Nel corso della vita impariamo ad adattarci.
A essere ciò che ci si aspetta da noi. A funzionare.
E in questo processo costruiamo una “versione” di noi stesse che si adatta… ma che non sempre ci rappresenta.
Quando il personaggio inizia a pesare. Quella versione (che a suo tempo è stata necessaria) può trasformarsi con il tempo in un personaggio da sostenere.
E sostenerlo stanca. Stanca pensare troppo a ciò che dici. Stanca misurare ogni passo. Stanca sentire che, anche se tutto “funziona” all’esterno, qualcosa dentro non torna più.

La difficoltà a esprimerti con naturalezza.

La paura del giudizio.

La tendenza ad autocensurarti emotivamente.
Sotto tutto questo c’è qualcosa di più autentico che aspetta di avere spazio.
Forse non è che tu non abbia nulla da dire.
Esprimerti in modo autentico non significa parlare di più né perdere la paura da un giorno all’altro.
Significa tornare a connetterti con ciò che senti, affinché ciò che condividi nasca da un luogo più vero.
Quando scopri nuovi canali di espressione, iniziano a emergere parti di te che sono sempre state lì.
La scrittura, le metafore, il corpo, l’arte…
non sono strumenti per farlo bene, ma per accedere a ciò che ancora non ha una forma.
Perché ci sono cose che non si possono spiegare, ma si possono sentire, disegnare, muovere, scrivere.
Ed è lì che inizia il cambiamento:
quando smetti di cercare di dirlo nel modo “corretto” e inizi ad ascoltarti davvero..